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KPI SEO eCommerce: da dove iniziare?

Ora che hai terminato la realizzazione del tuo ecommerce, investito nel content marketing e speso il giusto tempo per sviluppare buyer personas e fare un focus sul tuo target, è arrivato il momento di misurare le performance e scalare il business.

Ma quali sono le principali metriche per il misurare il successo della tua SEO per avere un prospetto ben chiaro delle azioni da intraprendere?

Per prima cosa dobbiamo comprendere che gli obiettivi e la comprensione delle metriche quando parliamo di KPI può avere logiche molto differenti.

Gli obiettivi da considerare in fase di lancio di un progetto sono molto differenti da quelli relativi all’aumento delle vendite su clienti già acquisiti.

Se per esempio hai un punto vendita di prossimità, sarà molto utile progettare campagne per generare visite in negozio e lavorare sulla cosiddetta local seo.

Se invece si tratta del lancio di un nuovo prodotto dovremmo considerare prima di tutto la parte di awareness e aumentare il traffico per dirigerlo verso conversioni intermedie come l’iscrizione alla mailing list o ai canali social.

Passiamo subito ad alcuni KPI che potrai sfruttare per i tuoi report :

Sessioni organiche

Le sessioni organiche misurano l’aumento di visite al tuo sito eCommerce provenienti dai motori di ricerca come Google e Bing.

Una sessione viene definita da una visita, dalle azioni che prende l’utente durante e all’uscita di quella visita, ricorda che un utente può effettuare più visite quindi considera di relazionare questi due aspetti.

La crescita del traffico organico è il più importante dei KPI poiché misura in modo chiaro gli obiettivi al cuore della seo, aumentare la visibilità delle pagine del sito.

Crescita del traffico organico ci offre indicazioni del livello di awareness del nostro brand, come feedback di tutto il mix delle campagne di marketing. Se vedremo aumentare il volume di ricerche che ruota alle principali keyword legate al brand.

Lavoriamo sull’ottimizzazione on page e off page del nostro sito per aumentare il ranking delle nostre keyword. Ogni singolo aumento nella posizione in serp significa aumentare il CTR, dalla terza posizione alla seconda significa aumentare anche di molto le visite al sito, ed il risultato migliore sarà passare dalla seconda alla prima pagina in serp.

Lavora in maniera costante sull’ottimizzazione dei titoli, del microcopy, con una meta desciption chiara, efficace e con un CTA che invogli a cliccare.

Aumento del keyword ranking

L’aumento del ranking delle keyword fa riferimento al posizionamento sui motori, e sarà migliore più queste saranno prossime alla posizione numero uno.

Ci saranno keyword che si posizioneranno in maniera naturale in ranking alti, come il nome del nostro brand o key di coda lunga specifica per il nostro servizio o location. Altre devono essere considerate in una strategia di lungo termine che implica effort per aumentare la visibilità, per termini competitivi e con intento transazionale.

Le fluttuazioni saranno normali e dipenderanno dall’algoritmo di Google, ma nel lungo periodo la crescita sarà stabile se monitoriamo costantemente le variazioni di posizionamento in serp e applichiamo le corrette strategie di ottimizzazione on-page e off page con la link building.

Lead e conversioni

Una volta che abbiamo lavorato per attrarre visitatori al sito il nostro obiettivo sarà generare una conversione, che non significa per forza una vendita.

Dovremo generare lead attraverso:

  • Newsletter
  • Richieste di contatto
  • Chiamata al numero di telefono
  • Registrazione ad un webinar

Setta gli obiettivi attraverso GTM e Analytics e creando un funnel, per tracciare le conversioni e misurare le performance.

Abbiamo più conversioni da mobile o da desktop, quali pagine portano maggiori lead?

Sfrutta la CRO e migliora la UIX per capire se il tuo sito è semplice da navigare, se le CTA sono chiare ed efficaci, se i contenuti sono esaurienti

Frequenza di rimbalzo

Questo tipo di metrica misura la percentuale di sessioni dove l’utente abbandona la pagina ed esce senza compiere nessuna azione.

Viene calcolato dividendo il numero di sessioni senza attività con il numero totale di sessioni.

Generalmente una percentuale intorno al 40 o 60% significa che metà e più di tutte le sessioni termina con una azione presa. Dipende dal settore e dalla tipologia di nicchia ma con una buona ottimizzazione possiamo arrivare ad ottenere buoni risultati restando sotto il 30%.

Questo KPI è importante perché Google vuole mostrare agli utenti solo risultati rilevanti e la più alta qualità di contenuti in grado di risolvere il problema.

Sfrutta l’A/B test ed effettua audit delle pagine con differenti approcci per misurare il miglioramento di questo KPI.

Pagine per sessione

Le pagine per sessione è una metrica che semplicemente misura, in media, il numero di pagine che viene visualizzata dall’utente durante la sessione.

Se abbiamo un ecommerce dove tipicamente gli utenti visualizzano molti prodotti, o un checkout multi-step, ci aspetteremo di avere questo kpi piuttosto alto. Uniamo contenuti di valore al sito, affiancando sempre informazioni utili all’utente, tramite matrici di link interne anche nelle pagine di categoria, ne beneficerà il numero di pagine per sessione, la SEO, ma soprattutto l’esperienza utente.

Assicurati di avere CTA chiare, e di unire tutti i pezzetti in profondità, per spingere gli utenti verso la conversione finale.

Durata media per sessione

La durata della sessione misura la media del tempo passato dall’utente sul sito. Maggiore sarà la profondità dei tuoi contenuti della struttura del sito, maggiore sarà la durata attesa della visita.

Questo importante KPI ci da indicazioni sulla qualità del nostro sito e di come incentivi gli utenti a restare, cliccare e leggere le informazioni che gli interessano.

Continua a focalizzarti su contenuti pertinenti, esaurienti, CTA chiare, micro e macro conversioni.

Tempo di caricamento della pagina

Se il nostro sito impiega molto tempo per il caricamento sarà maggiore la probabilità che il nostro utente esca e ritorni nella serp di Google per effettuare una nuova ricerca.

Il tempo di caricamento ideale può variare in base alla complessità dei contenuti, ma secondo i parametri di big G. dovrebbe rimanere al di sotto dei tre secondi.

Infatti, una pagina che impiega 5 secondi per il caricamento aumenta la probabilità di bounce attorno al 90% rispetto ad una pagina con tempi intorno ai 3 secondi!

Sfrutta tool come GTmetrix, Google page speed, o Apptelemetry per avere le insight complete e intraprendere le dovute correzioni, sulla base sei suggerimenti forniti, per migliorare i tempi di caricamento delle pagine.

Principali Exit Pages

Una exit page è una pagina visitata da un utente prima che termini la sessione, ed esca appunto dal nostro sito.

Non per forza una exit page ha effetto negativo, anzi, anche la thank you page o la conferma d’ordine lo sono! Tuttavia un’alta percentuale di utenti che esce da una pagina può interrompere in maniera critica il customer journey ed è dunque importante lavorarci a livello di CRO e UIX.

Puoi trovare il dettaglio delle pagine su GA navigando in Comportamento>Contenuti del sito>Pagine di uscita

Conclusioni

Questo elenco di KPI vuole essere un primo focus sulle attività principali da compiere a livello di SEO e fornire alcune indicazioni di base, e di approccio alla SEO. Ogni settore è differente, e necessita di un studio specifico, di strategia e di strumenti in supporto a questa.

Gli obiettivi principali saranno sempre acquisire clienti, generare profitto e ritorno dell’investimento, ed è importante ponderare sempre ogni attività perché sia funzionale ad una strategia di medio e lungo periodo.

 

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Mattia Tasselli

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