Affiliation marketing

Come Monetizzare 397 euro mese con le affiliazioni di Amazon dopo un anno [Case Study]

In questo articolo parlo di una forma alternativa di ecommerce, quello di lavorare con le affiliazioni, nello specifico di Amazon.

Amazon ad oggi è uno dei siti con il maggior tasso di conversione e fiducia dei clienti, pertanto se i click che mandiamo sulla loro piattaforma sono qualificati è facile che comprino qualcosa.

In rete ne hanno parlato già molto di come funziona, uno degli articoli più completi è quello di Dario Vignali, che ti consiglio di leggere se non conosci il funzionamento.

In poche parole funziona così: per ogni utente che mandi dal tuo sito su quello di Amazon e che effettua un acquisto (di qualsiasi prodotto), tu ricevi una commissione.

Se hai paura che sia una cosa complessa, ti rassicuro subito, non è difficile tecnicamente, anzi è alla portata di tutti.

Quello che è un po più difficile è fare bene contenuti per attrarre traffico qualificato e soprattutto arrivare ad un numero minimo di visite per iniziare a monetizzare (10/15.000 mese).

In questo articolo dunque non parlerò del funzionamento ma del mio case study su un blog che gestisco personalmente e di come sono arrivato a monetizzare.

Dalla creazione del blog ai risultati ottenuti dopo un anno.

INDIVIDUA LA TUA NICCHIA

Prima di tutto è necessaria trovare una nicchia dove inserirsi con contenuti unici ed articoli che si possano posizionare.

Pensare di aprire un blog sulla cucina (generica) è perdente perchè difficilmente saresti rilevante rispetto a GialloZafferano o Mysia.

Ma se parli ad una nicchia (celiaci, vegani, cultori delle puffbacche 🙂 e il settore è in crescita potresti inserirti anche velocemente.

Circa due anni fa uscirono i primi smartwarch e si parlava molto di internet of thing, domotica e accessori indossabili.

Feci una ricerca sulla concorrenza editoriale e sulle parole chiave ricercate e vidi che c’era spazio per interessare.

E’ importante scegliere un argomento che ha poca concorrenza o che è in trend di crescita, come quello degli smartwatch e connessi, per esempio nel mio caso:

Più il tuo settore è saturo e più dovrai sudare per poterti posizionare con i tuoi articoli  nei primi posti della Serp di Google.

Se non hai conoscenza di Seo base ti consiglio di aggiornarti con corsi come quello del mio collega Ryuichi o di GT idea (o altri che spiegano come definire al meglio una strategia editoriale).

E' fondamentale avere conoscenza di come strutturare gli articoli, dal titolo ai contenuti, ai link e alla SEO (personalmente ho utilizzato solo SEO YOAST - un plugin per wp)

Il mio blog (accessori-indossabili.it) dopo un anno conta circa 14.000 visite mensili, che sono poche, ma vanno sempre considerate in base alla quantità (e qualità) di articoli, che purtroppo non avendo tempo non sono riuscito molto a delegare né a scrivere personalmente:

In un anno sono stati pubblicati circa 80 articoli, quindi poco più di 5 al mese.
A seconda della qualità e della quantità di articoli che pubblichi le visite possono essere molto più importanti.

Ma l'importante è sempre ottimizzare i numeri e vediamo come con così poche visite si può monetizzare "molto" ( ci sono miei colleghi che fanno numeri esagerati con le affiliazioni queste sono briciole, ma ho appena iniziato 🙂

STRATEGIA DEL BLOG:

La stretegia del blog è quella di fornire recensioni di prodotti, classifiche e news su prodotti hi-tech di ultima generazione (indossabili, domotica, internet of things etc).

Invece di puntare ai banner il metodo scelto per le affiliazioni è quello dei link testuali.
Questi link li puoi ottenere dal pannello del programma di affiliazioni amazon:

Meno dai l'impressione di fare markette e di sponsorizzare una vendita e più il tuo giudizio sembra imparziale.
Il navigatore cerca dei consigli utili non un assistente alle vendite di Amazon.

Pertanto è importante lasciare il link al sito affiliato (in questo caso Amazon) più neutro e spontaneo possibile:

L'obiettivo è quello di recensire i prodotti con "imparzialità" al fine di essere effettivamente di aiuto al lettore.

Ti ricordo che il lettore, una volta atterrato su Amazon, qualsiasi prodotto compra ricevi sempre una commissione.

Nonostante il blog sia legato a prodotti di elettronica di consumo fa piacere ricevere commissioni su prodotti come il tiralatte per bambini o profumi 🙂

Come vedi dallo screenshot le percentuali di commissione variano a seconda del settore e vanno dal 5% al 12% dipende dalla categoria.
Valuta anche questo quando pianifichi la strategia e il settore in cui decidi di inserirti.

Un altro valore che devi considerare è lo scontrino medio dei prodotti, se tratti libri o minuteria dovrai venderne tanti per tirare fuori una buona entrata a fine mese.

COSA SFRUTTARE OLTRE AL BLOG (SOCIAL E NEWSLETTER):

Oltre al blog questi link puoi inserirli all'interno della tua pagina facebook:

Pertanto una strategia social da affiancare ai contenuti del blog è di fondamentale importanza (lo dico anche se al momento non la sto facendo!).

Un altro canale da sfruttare è quello della mail marketing, e per farlo + necessario fare attività di lead generation.

Puoi offrire guide utili o ebook a fronte dell'iscrizione alla newsletter oppure attivare dei pop-up sui nuovi visitatori:

Ti consiglio di settarlo dopo almeno 15/30 secondi che sono atterrati sul sito piuttosto che farlo comparire subito.
Converte meglio ed è meno invasivo.

Per il pop up ho utilizzato un ottimo plugin per wordpress, Ninja Popup, che permette un estesa e facile personalizzazione.

Una volta che avrai la tua lista di contatti iscritti alla newsletter potrai inviare delle DEM con i prodotti contenenti sempre i link di affiliazione.

Ti consiglio di mixare nelle mail prodotti e contenuti pensando sempre al tuo ruolo di informatore piuttosto che di venditore.

Ecco un esempio di newsletter (utilizzato mailchimp):

CREAZIONE DEL BLOG E TIPO DI ARTICOLI:

Per il blog il consiglio è di utilizzare Wordpress (non esiste altro strumento migliore al momento) in quanto semplice da usare, già responsive e soprattutto di facile indicizzazione Seo.

Per gli articoli oltre alle recensioni dei prodotti è buona regola produrre degli articoli pilastro (o Pillar Article) ossia delle lunghe guide, classifiche, manuali ottimizzati lato seo per far si che uno o più articoli producano molte visite.

Scrivere questo tipo di articoli necessita molto tempo, quindi metti in preventivo molte ore di lavoro, ma li puoi intervallare ad altri più corti (ma almeno 500/600 parole).

In generale più contenuti (e di qualità) contengono i tuoi articoli e meglio possono posizionarsi.

Considera che su 14.000 visite mensili che fa il mio blog circa 8.000 vengono da soli due articoli pilastro (sono delle classifiche e guide) che si sono ben posizionati.
Attraverso Analytics e Search Console di Google puoi monitorare i tuoi progressi lato seo.

Per il logo invece se non hai minime competenze di grafica puoi sfruttare 99 Design, una piattaforma di crowsourcing dove in base alle tue linee guida crei un contest per la creazione del tuo logo e dove partecipano centinaia di grafici.

Puoi così selezionare il tuo logo tra i tantissimi proposti e pagare solo se almeno uno ti soddisfa.

RISULTATI DELL' AFFILIAZIONE:

La crescita delle entrate è stata incrementale e va di pari passo con la crescita delle visite di analytics:

Considera che non sono un Seo e questa attività è stata fatta sempre a margine della mia principale (consulenza e formazione) e nei ritagli di tempo, pertanto con tempo da dedicare potresti fare dei numeri molto superiori!

Le entrate del primo trimestre 2015 non lasciavano ben sperare ma nel corso dell'anno sono aumentate fino a superare le 700 euro nell'ultimo trimestre, e il trend di crescita sta continuando anche nel 2016 (circa 400 euro mese):

Come vedi è cresciuto sia il fatturato, ma anche gli articoli spediti e il tasso di conversione (3,27% nell'ultimo trimestre).
Il tasso di conversione è il valore  che più mi interessa, perchè da qui posso fare le previsioni sul futuro.

Basterà infatti lavorare lato seo, aumentare le visite e la penetrazione social per portare più click possibili su amazon.

Più click si tramuteranno in vendita ed al momento nessun ecommerce converte il 3,67 % (o almeno sono pochi 🙂

ALTRI MODI DI MONETIZZARE CON LE VISITE:

Se il tuo blog produce molte visite puoi vendere la tua visibilità e monetizzare a latere delle affiliazioni anche in altri modi.

Per esempio puoi creare delle directory dove inserire negozianti o rivenditori del tuo prodotto (penso a prodotti enogastronomici) oppure vendere spazi pubblicitari come banner di varie forme.

Infine se diventi un influencer o uno specialista del tuo settore potrai vendere post sponsorizzati, ebook, guide o prodotti propri.

Insomma l'obiettivo è avere visite, poi potrai monetizzare in molti modi (per esempio anche con Adsense ma ti consiglio di avere almeno 100.000 visite).

CONCLUSIONI

Sono tantissimi i network o partner di affiliazioni, di vari settori.

Nella moda ci sono Zalando, spartoo, Asos, yoox e molti altri, nella tecnologia ebay, amazon, trovaprezzi, nel turismo booking etc.

Individua i player di riferimento (possibilmente più di uno) con il quale affiliarti, se vendi prodotti commodity Amazon può essere un buon partner perchè ha alti tassi di conversione e come hai visto nell'esempio i clienti sono portati ad acquistare anche altri prodotti una volta sul loro sito.

Ci sono tanti miei colleghi che sono dei master in affiliazioni (in primis Robin Good) che ti consiglio di seguire per approfondire l'argomento.

Io ho lanciato questo esperimento un anno fa per divertimento, non è il mio lavoro e mai lo sarà (ma chi può dirlo 🙂 ) credo che per molti che cercano una seconda entrata invece di pensare subito ad un ecommerce (che per molti versi è massacrante) convenga optare per questo tipo di attività online perchè si può partire a costo zero (si deve però investire del tempo).

Si investe ancora poco nei blog e nelle affiliazioni ma ci sono invece reali possibilità di business, a tutti i livelli.

Ho condiviso con piacere questo case study e mi piacerebbe che nei commenti vengano citati altri casi oltre che la tua opinione a riguardo!

Alla prossima!

 

20 commenti

Antonio Pesacane 23 Febbraio 2016 at 19:02

Ottimo Case Study! Chiaro e trasparente!

Rispondi
tore 23 Febbraio 2016 at 19:05

Incoraggiante 🙂 Grazie per l’articolo

Rispondi
lulu 23 Febbraio 2016 at 21:27

Grazie!!! Articolo molto utile!!!!!!

Rispondi
Francesco Chiappini 24 Febbraio 2016 at 11:55

Grazie!

Rispondi
IlCardio 24 Febbraio 2016 at 14:53

Ciao Francesco
bell’articolo,
attenzione anche alla durata del cookie di amazon, che generalmente dura 24 ore ed è in modalità Last Cookie Win.
Se invece inseriscono il prodotto direttamente nel carrello, allora la durata aumenta a 90 gg.

ciao

Rispondi
Francesco Chiappini 24 Febbraio 2016 at 17:41

Grazie per il contributo, questo non lo sapevo molto utile!

Ciao!

Rispondi
Francesca 3 Febbraio 2017 at 20:42

Per i cookie amazon che plugin free posso usare? Grazie

Rispondi
alessandro gnola 21 Marzo 2016 at 17:37

Il blog, in Italia, è ancora poco sfruttato. Come giustamente ha suggerito, alle volte invece di partire con un ecommerce, si può provare con le affiliazioni.
Ottimo spunto e ottimo Case Study

Rispondi
Carlo 17 Maggio 2016 at 6:34

Ottimo articolo, complimenti

Rispondi
Francesco Chiappini 17 Maggio 2016 at 12:45

Grazie Carlo!

Rispondi
Raffaello 8 Marzo 2017 at 17:57

Ottimo articolo Francesco!

Premettendo che conosco bene la tua (giusta) avversione verso l’ampliamento di categorie merceologiche in offerta su un e-commerce a discapito della ricerca delle nicchie profonde, vorrei farti comunque una domanda:

C’è la possibilità di iscrivere a programmi di affiliazione (penso per il momento a eBay e Amazon) con un sito di e-commerce di proprietà con carrello e negozi associati sui 2 portali?

Il senso sarebbe quello di sfruttare il traffico attuale, aprire ad altre categorie merceologiche (diverse da quelle in cui vendo adesso e di cui dispongo dei prodotti) e non vendere direttamente ma rimandare il visitatore verso il marketplace che dispone di quell’articolo.

Cosa ne pensi?

Grazie mille

Rispondi
Francesco Chiappini 16 Marzo 2017 at 20:03

Ciao Raffaello,

grazie per i complimenti!

Puoi inserire Amazon, Ebay, Trovaprezzi ed altri canali di affiliazione, lato tecnico non hai problemi.

Il mio consiglio piuttosto che mandare click in esterno è di andare a vendere sui marketplace se hai prodotti tuoi (e non commodities) e di sfruttare il loro traffico che è ben maggiore al tuo sito.
Puoi utilizzare plugin come m2epro, lengow, channelpilot o soluzioni custom.

La vendita in affiliazioni si presta bene su siti di contenuti/recensioni.
Considera che Amazon sta abbassando sempre di più le commissioni e significa prendere un 6/7% di margine sulle vendite che mandi dal tuo ecommerce.
L’obiettivo di qualsiasi ecommerce è di NON fare mai uscire l’utente dal sito se non dopo una vendita.

Se proprio vuoi allargare le categorie (sai come la penso 🙂 ) cercati tu i fornitori giusti per massimizzare il margine sulle vendite.
Il traffico attuale invece (non so di che numeri parliamo) ottimizzalo e spremilo al massimo migliorando gli acquisti, l’usabilità e la value proposition.

A presto
F

Rispondi
francesco 5 Giugno 2017 at 21:09

Grazie del prezioso articolo.

Una domanda sola:

Che tasso di conversione hai generalmente sui prodotti con tag diretto nel tuo blog?
Vale a dire qual e’ il tasso di “distrazione” rispetto a quanto sponsorizzato direttamente?
Grazie mille

Rispondi
Francesco Chiappini 5 Giugno 2017 at 21:14

Ciao Francesco, grazie per il commento.
Nel mio caso circa un 60-70% deriva dalla categoria in target con il mio blog, ossia settore tecnologia (smartwatch, gps per fitness etc)
Tienilo in considerazione perchè dalla tecnologia all’abbigliamento ci sono 4-5% di differenza di commissioni.

Rispondi
francesco 6 Giugno 2017 at 17:18

Grazie per la tempestiva risposta e le preziose informazioni.

Leggevo su altro artico che preferisci storeden a shopify, volevo sapere se ad oggi la tua preferenza rimane invariata (post se non erro datato 2016)

Grazie e buon lavoro.
Francesco

Rispondi
Francesco Chiappini 6 Giugno 2017 at 18:46

Il discorso è lungo, storeden ha delle app verticali per il mercato italiano (fermo point, e.motion, cvetta) che sono molto utili. Inoltre hai assistenza in Italiano e hai un pochino più di libertà di shopify che comunque rimane un ottimo Saas con altrettante ottime app da integrare.
Nei nostri corsi parliamo a lungo di infrastutture e cms in un messaggio non riesco a “snocciolare” tutto.
Ciao
F

Rispondi
Fausto 2 Ottobre 2017 at 13:21

Il caso è davvero interessante, ma vi chiedo:
a) come mai non c’è uno straccio di contatto e partita IVA nel sito. E’ legale?
b) come mai non siete passati all’https?
c) su Semrush vedo che avete avuto un calo a Febbraio 2017: il progetto si è già concluso o continua a produrre profitti. E se sì, quanti quelli che sono indicati nel titolo di questo post?

Rispondi
Francesco Chiappini 3 Ottobre 2017 at 20:27

Ciao Fausto,
ti rispondo punto per punto:
a) come mai non c’è uno straccio di contatto e partita IVA nel sito. E’ legale?
Non lo so, il sito è stato venduto in Agosto 2017 e non è più intestato a noi, quando era di nostra priorità c’erano i riferimenti di Ecommerce School, come da legge.
b) come mai non siete passati all’https?
Per il motivo sopra, oggi https è “obbligatorio”
c) su Semrush vedo che avete avuto un calo a Febbraio 2017: il progetto si è già concluso o continua a produrre profitti. E se sì, quanti quelli che sono indicati nel titolo di questo post?
Facendo altro (Ecommerce) non ho avuto più il tempo e la voglia di seguirlo e ho smesso di far scrivere da fine 2016, prima di venderlo continuava a monetizzare ma circa il 60% meno di quando a regime.
I progetti di affiliazione richiedono tempo e sacrificio oppure seo black hat :), in ogni caso per me è stato un test fuori da quello che faccio tutti i giorni, spero utile al fine di tutti.
Da quello che ho approfondito in questi anni, consiglio di fare affiliazioni non tanto con Amazon ma con altri fornitori/network, ci sono moltissime possibilità e colleghi che ci guadagnano e pure molto.

Rispondi
Andrea 24 Novembre 2017 at 17:04

Come mai non consigli Amazon ma altri fornitori/network?

Rispondi
Francesco Chiappini 4 Dicembre 2017 at 16:20

Amazon paga poco e il consiglio è di utilizzare più fornitori di modo da non dipendere solo da uno
Ciao
F

Rispondi

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